Economia circolare nel cemento: i dati del Bilancio di Sostenibilità 2025

Nel 2025 il Gruppo Calmefin Industria, di cui fa parte Calme, ha usato il 63% in più di materiali secondari rispetto al 2024. È uno dei dati del nuovo Bilancio di Sostenibilità 2025 sull’economia circolare nel cemento. Qui trovi i numeri principali e, in fondo, le risposte alle domande più comuni.

Bilancio di Sostenibilità 2025: i numeri principali

Il Bilancio copre tre società: Cal.me, Sicical e Idra Cementi. Il Gruppo lo redige su base volontaria, secondo gli standard europei ESRS. I dati chiave:

  • Ricavi netti: 145,6 milioni di euro (117,3 milioni nel 2024).
  • Infortuni registrabili: zero, come nel 2024.
  • Formazione: 857 ore, cioè 11,28 ore per dipendente (7,67 nel 2024).
  • Forno di Cal.me: il CSS, combustibile ricavato da rifiuti non riciclabili, copre il 32,6% del calore. Le biomasse aggiungono un altro 7,2%.
  • Emissioni dirette (Scope 1): +14%, insieme alla produzione.
  • Emissioni da energia elettrica (Scope 2): +50% con il metodo location-based.
Nel 2025 i materiali secondari del Gruppo arrivano a 214.034 tonnellate.

Economia circolare nel cemento: cosa cambia nel 2025

I materiali secondari arrivano da altre industrie. Scarti e sottoprodotti sostituiscono in parte il clinker e in parte materie prime naturali, come argilla e calcare.

Nel 2025 il loro peso passa da 131.296 a 214.034 tonnellate. In un anno, quindi, crescono del 63%. I materiali vergini, invece, salgono del 26%. Così la quota dei materiali secondari aumenta.

Il Bilancio precisa che una parte dell’aumento dipende da Sicical. Nel 2025 la società ha acquistato un’unica fornitura di circa 16.000 tonnellate di loppa, destinata anche alla produzione del 2026. Inoltre il calcare di un fornitore, prima classificato come materia prima, ora rientra tra i materiali riciclati.

Il Bilancio indica anche un vantaggio economico. L’uso di materie prime seconde, infatti, compare tra le leve per ridurre i costi operativi.

I materiali dell'economia circolare nel cemento

Questi sono i materiali secondari che il Gruppo impiega nei suoi processi:

  • Loppa d’altoforno, che nasce nelle acciaierie insieme alla ghisa.
  • Calcare riciclato, usato per produrre cemento.
  • Gesso chimico, usato come correttivo.
  • Fanghi, ceneri, catalizzatori e scorie da recupero.

Perché l'economia circolare nel cemento conta negli appalti

Secondo il Bilancio, la crescita è legata soprattutto alla domanda dei clienti. Sempre più clienti chiedono cementi conformi ai CAM e dotati di EPD, la Dichiarazione Ambientale di Prodotto. Nelle gare pubbliche, infatti, le regole dei Criteri Ambientali Minimi chiedono calcestruzzo con materiali riciclati o recuperati. In alcuni casi, questo porta anche punti in più in gara.

Per chi partecipa a un appalto, l’economia circolare nel cemento diventa così un dato da dimostrare.

Quanto riciclato c'è nei cementi del Gruppo

Le certificazioni volontarie ReMade in Italy e UNI/PdR 88:2020 attestano il riciclato dei prodotti certificati. Trovi l’elenco nella pagina Certificazioni. Per il 2025 il Bilancio riporta, tra gli altri, questi due cementi di Cal.me:

In Idra Cementi la quota di riciclato del CEM II/A, il prodotto più venduto, passa dal 13% al 15,1%.

Domande frequenti sull'economia circolare nel cemento

Risposte brevi ai termini tecnici usati in questo articolo.

Il clinker forma la base del cemento. Nasce dalla cottura di calcare e argilla in un forno ad altissima temperatura.

Le acciaierie la producono insieme alla ghisa, come sottoprodotto. Macinata fine, entra nel cemento al posto di una parte del clinker.

Significa usare scarti e sottoprodotti di altre industrie al posto di una parte del clinker e delle materie prime naturali. Così un materiale già prodotto trova un secondo impiego.

I Criteri Ambientali Minimi fissano i requisiti ambientali degli appalti pubblici. Li stabilisce il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Il Bilancio di Sostenibilità 2025 completo è disponibile su calme.it, nella sezione Sostenibilità.

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